Autorizzazioni e forma giuridica
L’avvio di uno studio odontoiatrico passa da un’autorizzazione sanitaria, rilasciata dal Comune o dalla Regione secondo i requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi fissati dalla normativa regionale. I parametri variano da regione a regione, per cui la verifica va fatta sul territorio dove si apre. Se la titolarità è di una società, la legge 145/2018 impone la nomina di un direttore sanitario iscritto all’albo degli odontoiatri, il cui nominativo deve comparire in ogni comunicazione al pubblico insieme ai dati identificativi della struttura.
Gli spazi
La distribuzione dei locali risponde a una logica di percorsi, prima che di arredo. In linea generale servono:
- una zona di accettazione e una sala d’attesa dimensionata sul numero di poltrone;
- una o più sale operative, con superfici lavabili e impianti dedicati;
- un locale o una zona per la sterilizzazione, con separazione fra percorso contaminato e percorso pulito;
- uno spazio per la diagnostica radiologica, con le schermature verificate dall’esperto di radioprotezione;
- servizi igienici, spogliatoio del personale e deposito.
Impianti e attrezzature
Riunito, aspirazione, compressore, autoclave con tracciabilità dei cicli, radiologia endorale e panoramica, eventuale scanner intraorale: la dotazione va dimensionata sul volume di lavoro previsto a regime e non solo sull’attività dei primi mesi. Impianto elettrico, rete dati e adduzione dell’aria compressa vanno progettati insieme alla planimetria, perché intervenire in un secondo momento su tubazioni e canaline comporta la sospensione dell’attività. Anche la manutenzione programmata e i tempi di assistenza tecnica rientrano nella valutazione, perché incidono sulla continuità del lavoro.
Gli adempimenti che restano nel tempo
Oltre all’avvio, uno studio odontoiatrico è soggetto a obblighi ricorrenti: gestione e smaltimento dei rifiuti sanitari pericolosi, documento di valutazione dei rischi e sorveglianza sanitaria del personale, radioprotezione, trattamento dei dati sanitari secondo il regolamento europeo sulla protezione dei dati, polizza per la responsabilità professionale, formazione continua.
Chi affronta per la prima volta il percorso per aprire uno studio dentistico trova in queste voci l’ossatura del progetto: definirle prima della firma di un contratto di locazione evita che vincoli strutturali o impiantistici emergano quando gli spazi sono già stati scelti.